12 Novembre: Cosa cambia per la Privacy con la nuova verifica dell’età nei siti per adulti?
Pubblicato da Andrea G. in Informazioni · Mercoledì 12 Nov 2025 · 4:00
Tags: Age Verification, siti per adulti
Tags: Age Verification, siti per adulti
Da oggi, 12 novembre, entra ufficialmente in vigore l’obbligo per i siti pornografici di verificare la maggiore età degli utenti, così come previsto dal provvedimento Agcom varato lo scorso maggio in attuazione del decreto Caivano (dl 123/2023).
L’obiettivo è, essenzialmente, quello di proteggere i minori dall’accesso a contenuti potenzialmente dannosi per il loro equilibrio psicologico ed il loro benessere generale. L’esposizione precoce alla pornografia viene così classificata come un problema di salute pubblica e, come tale, qualcosa di cui lo Stato deve occuparsi.
Dall’altro lato, però, c’è il tema privacy ovvero la necessità di garantire la riservatezza dei dati personali degli utenti adulti.
Cosa prevede la nuova normativa
I siti per adulti – espressamente elencati da AGCOM - tra cui i più noti OnlyFans, Pornhub, YouPorn e xHamster, devono ora implementare sistemi di verifica dell’età (age verification) che rispettino due principi fondamentali:
- Sicurezza adeguata al rischio, per evitare accessi indebiti da parte dei minori;
- Minimizzazione dei dati raccolti, cioè nessuna raccolta di informazioni personali non strettamente necessarie allo scopo.
In pratica, non sarà più sufficiente un semplice click sul messaggio “Hai più di 18 anni?”.
D’ora in poi, i siti dovranno basarsi su un sistema di doppio anonimato, che consente di verificare l’età senza rivelare l’identità dell’utente.
Come funziona il sistema del “doppio anonimato”
l nuovo meccanismo si fonda su una logica simile a quella usata nei pagamenti online con token temporanei.
Ecco i passaggi principali:
- L’utente si rivolge a un soggetto terzo certificato, ad esempio una piattaforma specializzata o un servizio di identità digitale (come Yoti o, in futuro, l’app nazionale Agcom–PagoPA);
- Il sistema verifica la maggiore età e genera un token anonimo e monouso, una sorta di “chiave digitale” che certifica solo il fatto che l’utente è maggiorenne;
- Questo token viene poi presentato al sito per adulti, che può così autorizzare l’accesso senza mai conoscere nome, documento o altri dati personali dell’utente.
Il soggetto che effettua la verifica non sa a quale sito l’utente accederà, e il sito non conosce chi sia l’utente.
È questa l’essenza del “doppio anonimato”, pensato per tutelare la privacy in modo strutturale.
App e tecnologie in arrivo
Al momento, diverse piattaforme hanno iniziato ad adottare soluzioni di terze parti. Parliamo di servizi che permettono di verificare l’età tramite scansione di un documento o riconoscimento facciale, garantendo la cifratura dei dati sensibili.
Parallelamente, Agcom, PagoPA, il Dipartimento per la trasformazione digitale e la Zecca dello Stato stanno lavorando a una app nazionale certificata, che consentirà di generare e condividere il token di età direttamente dal proprio smartphone.
Tuttavia, questo strumento, secondo le prime stime, non sarà disponibile prima della fine dell’anno.
Perché questa misura tutela la privacy
Il nuovo modello di age verification rappresenta un importante passo avanti nel bilanciamento tra protezione dei minori e tutela della riservatezza.
Con il sistema a doppio anonimato:
- nessun dato identificativo viene condiviso con i siti per adulti;
- la verifica è gestita da soggetti terzi certificati, con garanzie di sicurezza e conformità al GDPR;
- l’utente mantiene il pieno controllo dei propri dati e decide se e quando rilasciare la prova della maggiore età.
In altre parole, la privacy non è sacrificata in nome della sicurezza, ma ne diventa parte integrante.
Conclusione
La verifica dell’età obbligatoria segna una svolta nel modo in cui il web affronta la tutela dei minori e la gestione dei dati personali. Personalmente non capisco perché il provvedimento sia circoscritto ad un numero finito di siti, ma questo è un tema che esula dal discorso privacy.
Resta invece da capire come il sistema si evolverà nei prossimi mesi e se le piattaforme sapranno adeguarsi rapidamente. Stando alle notizie di oggi 12 novembre, sembrerebbe che solo due o tre siti abbiano adottato le misure prescritte mentre un altro abbia deciso di sospendere il servizio in attesa di maggiore chiarezza.
La nuova verifica dell’età segna un punto di svolta nel modo in cui viviamo la rete: più responsabilità per i siti, più sicurezza per i minori e più rispetto per la privacy degli adulti.
Non si tratta solo di limitare un click, ma di costruire una cultura digitale più consapevole, dove la protezione e la riservatezza non sono più in conflitto, ma camminano insieme.
Non si tratta solo di limitare un click, ma di costruire una cultura digitale più consapevole, dove la protezione e la riservatezza non sono più in conflitto, ma camminano insieme.
È un piccolo passo tecnologico, ma un grande passo verso una rete Internet un pochino più “adulta”.