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Digital Omnibus Regulation: le novità più importanti per privacy e compliance

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Digital Omnibus Regulation: le novità più importanti per privacy e compliance

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Pubblicato da Andrea G. in Notizie · Mercoledì 03 Dic 2025 · Tempo di lettura 4:30
Tags: DigitalOmnibusRegulation;Privacy;GDPR
Digita Omnibus Regulation
Il 19 novembre 2025 la Commissione Europea ha presentato la proposta di Digital Omnibus Regulation, un intervento legislativo destinato ad aggiornare e armonizzare alcune delle norme più rilevanti del quadro digitale europeo.

Anche se si tratta solo dell’inizio di un iter legislativo che potrebbe durare qualche anno, la direzione è chiara: semplificare, modernizzare e rendere più coerenti le regole che governano trattamento dei dati, sicurezza e servizi digitali.

La proposta prevede un intervento su normative quali GDPR, direttiva ePrivacy, Data Act, NIS2, eIDAS, DORA e CER con impatti pratici significativi per aziende, enti e professionisti della privacy.

È Importante però ricordare che non è ancora legge e dunque, fino all’adozione formale, continuano ad applicarsi GDPR, ePrivacy e le altre norme vigenti.

Le principali novità introdotte sono (al momento):

1. Cookie e consenso: cosa cambia davvero
La regolazione dei cookie viene trasferita dalla direttiva ePrivacy al GDPR tramite un nuovo articolo 88a.

Punti chiave:
  • Nuove eccezioni alla necessità consenso: trasmissione dei dati, cookie strettamente necessari, misurazione dell’audience di prima parte e sicurezza del servizio o del dispositivo non richiederanno un esplicito consenso da parte dell'utente
  • Accetto/Rifiuto in un clic: i banner dovranno rendere l’opzione di rifiuto semplice quanto quella di accettazione.
  • Stop ai banner insistenti: dopo un rifiuto, il sito non può riproporre la richiesta per almeno sei mesi, salvo cambiamenti sostanziali nel trattamento.

Cosa non cambia:
il consenso resta necessario per pubblicità, profilazione, tracciamento cross-site e analytics di terza parte.

2. Segnali di preferenza leggibili dalle macchine
Arriva l’articolo 88b: i browser potranno trasmettere automaticamente segnali come “rifiuta tutto il tracciamento”. I siti dovranno leggerli e applicarli.

Implicazioni:
  • Potenzialmente meno cookie banner nel lungo periodo, man mano che più utenti adotteranno impostazioni globali.
  • Le CMP (Communication Privacy Management) restano essenziali per gestire consenso, prove, configurazioni tecniche e casi in cui non esistano segnali globali.

Eccezione rilevante:
i media service provider (editori e siti di informazione) non saranno obbligati a rispettare questi segnali. La Commissione, infatti, sostiene che le organizzazioni media dipendono dalla pubblicità per la loro sostenibilità economica  e che i media indipendenti sono essenziali per il pluralismo e il  dibattito democratico.     

3. GDPR: modifiche operative rilevanti
La proposta introduce diversi aggiornamenti mirati.
La definizione di dato personale viene ristretta: un dato è personale solo se il titolare o il destinatario può identificare l’interessato in modo ragionevole.
La Commissione e l’EDPB potranno definire criteri per stabilire quando i dati pseudonimizzati cessano di essere personali per specifici soggetti.

Diritto di accesso e abusi: I titolari potranno rifiutare richieste manifestamente abusive o chiedere un contributo spese.
Sono considerati abusi:
  • campagne di molestia
  • richieste speculative per ottenere un risarcimento
  • schemi coercitivi (“se paghi ritiro la richiesta”)

Per trattamenti a basso rischio in contesti semplici (artigiani, associazioni locali), si amplia l’eccezione quando è ragionevole ritenere che gli utenti possiedano già le informazioni essenziali.

DPIA e data breach più standardizzati.
L’EDPB definirà a livello UE:
  • liste dei trattamenti che richiedono o non richiedono una DPIA,
  • un modello unico e una metodologia standard per DPIA,
  • un modello comune per notificare violazioni di dati ad alto rischio.

4. AI e dati personali: chiarimenti attesi
La proposta specifica che l’uso di dati personali per addestrare sistemi di intelligenza artificiale può basarsi sul legittimo interesse (art. 6(1)(f)), con condizioni stringenti:
  • trasparenza,
  • diritto di opposizione sempre garantito,
  • misure avanzate di tutela della privacy,
  • protezioni calibrate sul livello di rischio.

È prevista una deroga limitata per la presenza occasionale di categorie particolari di dati nei dataset di addestramento, purché fortemente protetti e non utilizzati per desumere informazioni sensibili.

5. Sportello unico europeo per la notifica degli incidenti
Verrà creato un punto di accesso unico UE per notificare incidenti di cybersicurezza e data breach. L'obiettivo è quello di evitare duplicazioni e sovrapposizioni tra GDPR, NIS2, DORA, eIDAS e CER.

6. Aggiornamenti al Data Act e abrogazione della P2B
Il Data Act viene modificato con:
  • tutele rafforzate per i segreti commerciali
  • limiti alla condivisione B2G (Business to Government), ora ammessa solo in emergenze pubbliche
  • regimi semplificati per alcuni contratti cloud,
  • integrazione dell’Open Data Directive e del Data Governance Act.

La Platform-to-Business Regulation viene abrogata in quanto superata dal nuovo quadro regolatorio.

In sostanza la Commissione Europea punta ad un quadro più coerente, prevedibile e meno frammentato.

Per chi opera nel digitale, i benefici attesi sono:
  • maggiore controllo per gli utenti
  • chiarezza sui requisiti
  • standardizzazione di DPIA, data breach e consensi
  • riduzione della complessità transfrontaliera.

La Digital Omnibus Regulation è solo una proposta e potrebbe cambiare in modo significativo. Per il momento non siamo chiamati a fare nulla e continueranno a valere le norme attuali (GDPR, ePrivacy, Data Act, ecc.). Tuttavia, è utile monitorare l’evoluzione del testo: molte delle novità proposte anticipano una direzione regolatoria più chiara e orientata alla semplificazione operativa.


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